I Cinque punti del Calvinismo, talvolta chiamati le dottrine della grazia (nella lingua inglese noti anche con l'acronimo TULIP), sono un sommario dei canoni teologici del Sinodo di Dordrecht e rispecchiano la soteriologia tipica di questo movimento. Essi interpretano la natura della grazia di Dio nella salvezza della creatura umana. L'affermazione centrale dei cinque punti è che Dio è in grado di salvare perfettamente ciascuna delle persone che Egli ha inteso fare oggetto della sua grazia salvifica e che la sua opera non possa essere frustrata da niente e da nessuno che vi si frapponga nel tentativo di impedirne il compimento. Il che implica una netta negazione della libertà dell'uomo, il quale, se non fa parte del novero degli eletti, non può salvarsi mediante la sua condotta e, viceversa, se è stato scelto per essere salvato, non può resistere alla grazia di Dio.


I cinque punti sono stati originalmente pubblicati nell'ambito della controversia fra i calvinisti e gli arminiani e sebbene si identifichi talvolta il Calvinismo con questi cinque punti, essi non sono che un sommario delle differenze fra Calvinismo ed Arminianesimo sulle dottrine della grazia e della predestinazione, non un sommario generale della posizione teologica di Giovanni Calvino, del Calvinismo come sistema dottrinale, o della teologia delle Chiese riformate. Di fatto Calvino, ad esempio, non ha mai discusso pienamente nei suoi scritti di dottrine come la redenzione limitata, ma solo accennato ad essa. Questi punti sono stati elaborati posteriormente solo dalla sua "scuola" o tradizione teologica.

 

  1. Depravazione totale

  2. Elezione incondizionata

  3. Redenzione limitata

  4. Grazia irresistibile

  5. Perseveranza dei santi

     

I Cinque Punti del Calvinismo

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